Guerra di potere in Ucraina: Zelensky caccia il capo delle forze armate

Spiegato semplice

Il presidente dell’Ucraina, Zelensky, ha deciso di cambiare il capo dell’esercito. Il generale Zaluzhnyi, che prima comandava l’esercito, non lavorerà più in quel ruolo perché lui e il presidente non erano d’accordo su come gestire la guerra. Anche se Zaluzhnyi era molto popolare e poteva diventarerivale di Zelensky nelle elezioni, adesso al suo posto ci sarà il generale Syrsky. Zelensky e Zaluzhnyi hanno parlato insieme e hanno detto che è importante cambiare per affrontare meglio la guerra. Zaluzhnyi aveva detto che l’esercito aveva bisogno di piùe di tecnologie migliori per combattere. Gli Stati Uniti, che sono amici dell’Ucraina, hanno detto che lavoreranno con il nuovo capo, ma alcune persone nell’esercito non sono contente di questo cambiamento perché il nuovo generale non è molto popolare come Zaluzhnyi.

Fine spiegato semplice.

Il Presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato il licenziamento del comandante in capo dell’Ucraina, il generale Valerii Zaluzhnyi, al culmine di una faida interna agli apparati statali, tra ilpolitico e quello militare. Già da alcune settimane si parlava del possibiledi Zaluzhnyi per una sempre più marcata distanza tra iIl Presidente ucraino e il generale circa la visione della guerra, il suo andamento, il suo futuro, la sua strategia. Le divergenze tra i due emergevano anche da dichiarazioni pubbliche sempre più critiche tra l’uno e l’altro, inoltregodeva di grande popolarità nell’esercito e tra la popolazione ed era considerato un possibile candidato antagonista aalle prossimepresidenziali che avrebbero dovuto tenersi quest’anno, ma sono state rinviate. Al posto di Zaluzhnyi, il Presidente ucraino ha nominato Oleksandr Syrsky.

In un comunicato pubblicato su Telegram, Zelensky ha scritto: «Ho incontrato il generale Valerii Zaluzhnyi. L’ho ringraziato per i due anni di difesa dell’Ucraina. Abbiamo discusso del tipo di rinnovamento di cui hanno bisogno leucraine. Abbiamo anche discusso di chi potrebbe far parte della rinnovata leadership delle forze armate ucraine. Il momento di un tale rinnovamento è adesso.  Gli ho offerto di continuare a far parte della squadra». Dal canto suo, Zaluzhnyi, sul suo canale Telegram, più o meno in contemporanea, ha scritto con toni concilianti: «I compiti del 2022 sono diversi da quelli del 2024. Pertanto, anche tutti devono cambiare e adattarsi alle nuove realtà. Abbiamo appena incontrato il Comandante in Capo Supremo. È stata una conversazione importante e seria. È stato deciso che dobbiamo cambiare i nostri approcci e la nostra strategia».

Zaluzhnyi, che era stato nominato a capo dell’esercito da Zelensky neldel 2021, sarà sostituito dal generale Oleksandr Syrskyi, che dal 2019 ricopriva il ruolo di comandante delle forze terrestri ucraine. Già la scorsa settimana sembrava imminente il licenziamento di Zaluzhnyi, per il quale Zelensky avrebbe prima chiesto un parere a Washington, quando fu convocato nell’ufficio presidenziale. Non è chiaro se Zaluzhnyi abbia accettato di rimanere all’interno del nuovo organigramma e, in caso positivo, con che ruolo. Prima che Zelensky sospendesse ufficialmente le elezioni in Ucraina, che avrebbero dovuto avere luogo quest’anno, in molti davano Zaluzhny come candidato avversario del presidente in carica.

Le divergenze tra i due uomini erano in essere da diversi mesi e solo per ultimo c’è stata la questione della nuova legge sulla coscrizione: Zaluzhnyi chiedeva l’arruolamento di circa mezzo milione di persone per poter operare in maniera efficacie. Inoltre, in un articolo scritto per la CNN poco prima del suo licenziamento, e pubblicato ieri, Zaluzhnyi aveva fatto una lunga lista di cose che sarebbero dovute cambiare in maniera drastica per poter reagire al meglio di fronte al nemico. L’ormai ex capo dell’esercito accusava il quadro normativo del Paese e la monopolizzazione dell’industria della difesa che sarebbero la causa di rallentamenti e inefficienza. Zaluzhnyi parlava anche della necessità di tecnologieadatte ai tempi odierni e che possano, in maniera combinata alla strategia, superare lo stallo in cui versa la guerra. Il generale concludeva il suo articolo spiegando le tre aree in cui sarebbe necessario intervenire entro l’anno: «Creare un sistema per dotare le nostre forze armate di risorse ad alta tecnologia; introdurre una nuovadi addestramento e di guerra che tenga conto delle restrizioni nelle risorse e nel modo in cui possono essere impiegate; padroneggiare nuove capacità di combattimento il prima possibile».

Le tensioni tra Zelensky e Zaluzhnyi erano in atto da diverso tempo e rimaste latenti per molti mesi, tornando ogni tanto a fare capolino, in maniera più o meno rumorosa. In un’intervista di novembre scorso a The Economist, il generale Zaluzhnyi aveva ammesso il fallimento della controffensiva e aveva spiegato che laera in una situazione di stallo. «Molto probabilmente non ci sarà una svolta profonda e bella», aveva detto Zaluzhnyi. In un articolo su scritto per il medesimo giornale, The Economist, sempre a novembre, Zaluzhny esortava all’innovazione nei droni, nella guerra elettronica, nelle capacità anti-artiglieria e nelle attrezzature di sminamento, nonché nell’uso della robotica.

«Gli Stati Uniti rispettano e lavoreranno con chiunque ildemocraticamente eletto, il leader, il presidente Zelenskiy, scelga come comandante in capo e lavoreremo efficacemente con il generale Syrskyi, lo abbiamo già fatto», sono le parole di Celeste Wallander, assistente segretario alla Difesa per glidi sicurezza internazionale al Pentagono, in merito alla decisione di Zelensky. Come riportato dal Washington Post, la decisione di nominare Syrsky come comandante in capo potrebbe però suscitare reazioni negative tra le truppe sul campo, specie per quanto accaduto nella città orientale di Bakhmut, caduta sotto il controllo russo nel maggio 2023 dopo una lunga resistenza che si è rivelata infruttuosa e costosissima sotto il profilo delletra i soldati ucraini. Migliaia di soldati ucraini sono stati uccisi e molti altri sono rimasti feriti mentre difendevano la città che aveva un valore strategico limitato, sebbene suisi volesse raccontare altro. In merito al nuovo comandante in capo, Syrsky, un ufficiale di alto rango ha detto al Washington Post che nessuno dei suoi subordinati lo rispetta.

Cambiare il comandante in capo dell’esercito durante una guerra non è mai cosa da poco, specie se quello che viene licenziato godeva di un alto gradimento tra i soldati come tra i civili, talvolta più alto dello stesso Zelensky, mentre quello che subentra non sembra essere molto apprezzato da coloro che dovranno rispondere ai suoi ordini.

[di Michele Manfrin]

Fonte: lindipendente.online

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