Paranoie belliche: zaini, kit di sopravvivenza e oro alla patria

Spiegato semplice

In Europa ci sono persone che prendono decisioni che fanno paura, come la baronessa Ursula e altre donne importanti. Parlano di prepararsi a situazioni di emergenza, come avere uno zaino con cibo e medicine, perché pensano che ci possano essere guerre. Alcuni leader, come Macron, vogliono aumentare le forze militari e chiedono soldi ai cittadini per farlo. Ci sono anche preoccupazioni su come la Germania sta investendo in armi. Tutto questo crea confusione e paura tra le persone, che si sentono come se dovessero affrontare un grande pericolo.

Fine spiegato semplice.

Di Saura Plesio, Nessie

Ormai è chiaro che  qui in Ue dobbiamo sottostare alla “dittatura delle donnette”. E  non mi sento affatto rassicurata da questo “inferno rosa” che si agita contro tutti noi. Fuori i nomi, tanto per non restare sul vago: in primis, la baronessa(ha iniziato lei con la dittatura sanitaria prima, e con il concetto di “permacrisi” dopo; ovvero l’idea aberrante che dobbiamo aspettarcipermanenti). Senza contare il RearmEurope appena trasformato con la nuova etichetta Readiness 2030.

Che è come dire pronti, partenza, via che il 2030 (ovvero l’anno degli espropri) è già qui  Oltre a ciò,  Christine Lagarde la strozzina che dal FMI è passata alla BCE,  con dei dei mutui-cappio; Kaia Kallas, le cui proposte  irrazionali e il suo velleitarismo bellicista di chi vorrebbe attaccare la Russia hanno stancato perfino i suoi.

Poi volendo arriva la Metzola da Malta, e ora sentiamo  pronunciare un nome che suona ben poco belga: né vallone né fiammingo, per intenderci.  Ovvero quello di   Hadja Lahbib, nome di origine berbera, tenuto conto che i suoi genitori sono degli algerini. Ma è Commissaria  europea per la parità e per la Gestione della crisi più che integrata nell’apparato istituzionale, perciò si sente in diritto di spaventare  e intimorire con un video che parla di zaini, die di rifugi entro i quali rimpiattarci come topi, in caso di “emergenza bellica”.  Sempre in modalità “fate presto! fate presto!

Cosa mettere nello zaino della salvezza, secondo lei? Carte da gioco per passare il tempo (72 ore) in assenza di Netflix, fiammiferi, accendino, pilette, medicine e cibo in scatola. Per pagare, usare solo contanti in caso di guerra perché “la carta di credito diventa un pezzo di plastica”. Tutto questo, mentre fino a poco tempo fa, ci intimavano di prendere persino un caffè e un gelato con “il pezzo di plastica”. Nel mentre,  l’arpia Lagarde, non fa mistero di voler introdurre quell’euro elettronico, previsto per questo autunno.

Ma la confusione, l’incoerenza e l’irrazionalità, il dispotismo ottuso e contradditorio,  sono le armi tipiche dei tiranni, e già li abbiamo visti all’opera durante i confinamenti  e le varie “misure” nel 2020-21-22. E’ dunque questo il nuovo volto  della nuovache avanza? Sono tutte buone ragioni per uscirne fuori a gambe levate.

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Hadja Lahbib e il kit per la sopravvivenza

Questa Ue si  è messa di buzzo buono nella situazione di suicidarsi da sé e i peggiori “parassiti” (copyright Vance) noi  li abbiamo direttamente in casa. Non prima di aver fatto fuori i suoi cittadini che perseguita e malversa in tutti i modi. E se devo dirvi tutta la sacrosanta verità, al momento mi fanno piùgli zaini, i kit per la sopravvivenza macronista, gli elmetti e la mimetica della von der Leyen, le cosiddette “linee-guida” a base di parole insopportabili come le 72 ore di “resilienza”, di quanto non me ne faccia lo stesso Trump coi dazi e lo stesso di Putin messi insieme.

Non so voi, ma io rivedo e riascolto  lo stesso pessimo film della pandemenza in salsa bellicista. Non prima di aver realizzato l’Agenda di Davos con la nuova etichetta da legge marziale Prontezza 2030. Cioè quando non avremo più nulla, ma faremo finta di essere felici. Sempreché saremo ancora vivi.

Passiamo dalle “donnette” agli “omiciattoli”. Non poteva mancare Macron, i suoi scudi nucleari e le sue richieste di oro alla patria sotto forma di bond, le sue continue assillanti riunioni dei cosiddetti volenterosi  (diventati poi “rassicuratori”), nel tentativo di accreditarsi come leader del continente europeo.  Ma soprattutto la guerra è per lui la polizza assicurativa per la sua sopravvivenza politica, tenuto conto che non ha vinto le elezioni e ha un situazione ingarbugliata in casa.

Perciò scatena la parodia bellica  un po’ come in  quel filmetto di Brigitte Bardot, “Babette va alla guerra” dove si finge di sconfiggere i tedeschi,  in realtà grazie al supporto inglese. Meglio la Bardot di lui – si dirà. Non c’è dubbio, se non altro si occupa solo di animali.

L’Eliseo vuole ora una forza battezzata come “forza di rassicurazione” franco-bitannica, modo edulcorato per intendere soldati al fronte. Ma temo che saranno in molti a defilarsi.

Del resto, mettersi al di fuori dell’ombrello americano per inseguire le velleità di Macron, potrebbe costarci caro. Appartiene al novero di chi sgomita per accreditarsi all’estero, poiché impopolare in patria, anche Keir Starmer.  Macron e il bigio Premier laburista devono focalizzare bene se sono disposti a permettere che continui il massacro  dei popoli russi e ucraini,  solo per non finire cecchinati loro, alle prossime elezioni.

Leggo, non senza  un certo divertimento, che l’uomo dell’Eliseo avrebbe tenuto il 5 marzo scorso, un memorabile discorso alla nazione: “La Patrie a besoin de vous”. In realtà è dei portafogli dei suoi cittadini che ha bisogno.

Pertanto sarebbe pronto a creare un fondo di 450 milioni per finanziare le aziende del settore della difesa “su base volontaria”. Un fondo sottoscritto da “piccoli risparmiatori” laddove il denaro investito non potrà essere mosso per 5 anni. Garanzie? Non se ne  conosce ancora il rendimento. Mi piacerebbe sapere in quanti si precipiteranno a sottoscriverli questi titoli, ma andiamo avanti.

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Sullo sfondo, si agita  quello che viene già indicato  come il “Quarto Reich tedesco“; ovvero,  quelli che non fanno tante chiacchiere ma fiutano gli affari, e  si organizzano di conseguenza. Si parla di un fondo da mille miliardi, equamente ripartito fra opere, infrastrutture e mezzi militari nel cui programma ci sarebbero carri armati, caccia di ultima fabbricazione, bombardieri, sottomarini potenti e droni –  una mossa di Berlino che deve aver fatto agitare Macron, smanioso  com’è di non essere da meno.

La narrazione che anima questo “armarsi con prontezza” è la stessa: la Russia è pronta ad attaccare l’Europa e pertanto occorre aumentare la sua forza militare. I sacerdoti  tedeschi dell’austerità e del  Rigore da “spread” (ve li ricordate?) ora scoprono che si può fare debito sano. Cioè bellico. Ursula benedice.

Si ha l’impressione di dover essere costretti a nuotare in acque torbide infestate da alligatori con le fauci spalancate che non sappiamo come evitare. Più che “parassiti”, tutti predatori e predoni.

 

San Secondo

Di Saura Plesio, Nessie

29.03.2025

Fonte: https://sauraplesio.blogspot.com/2025/03/paranoie-belliche-zaini-kit-di.html

Fonte: comedonchisciotte.org

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