Fine spiegato semplice.
Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte org
Non abbiamo più santi in paradiso; sia a livello nazionale che internazionale, siamo governati da irresponsabili, schizofrenici e corrotti che stanno scientemente disgregando economie, società e rapporti fra Nazioni alimentando tensioni e conflitti sempre più aspri.
La popolazione mondiale, in tutti i Paesi, perlopiù ignara perché manipolata da una onnipervasiva propaganda neoliberista, non si rende conto delle assurde regole a cui siamo sottoposti. Lo strumento di pressione più forte che viene esercitato sugli Stati dalla finanza internazionale è costituito dal debito pubblico, il grande fardello che pesa sulle economie di ogni Paese e che rischia di diventare insostenibile qualora i Mercati non fossero più disponibili a finanziarlo; lo spread insegna. I Mercati dettano le regole e impongono ai governi una forma di sottomissione alla quale non si possono sottrarre esercitando quella che possiamo definire una vera e propria dittatura dei Mercati. E’ fondamentale evidenziare che il debito pubblico, in tutti i Paesi del mondo dotati di una propria valuta, non ha nessun motivo tecnico che lo giustifichi come problema reale; ciò è possibile solo per la complicità, la corruzione e, a volte, l’ignoranza dei governi che assecondano questa falsa narrazione che impone un controllo ossessivo dei conti pubblici obbligando a comprimere costantemente la spesa pubblica e a privatizzare quanto più è possibile. La domanda è: perché? Perché uno Stato deve preoccuparsi di contenere la spesa corrente che effettua con la propria valuta di cui è monopolista e unico emettitore…….senza limiti?
Escludiamo dalle nostre considerazioni i Paesi dell’Eurozona che, non essendo titolari della propria valuta, ma solo utilizzatori, possono solo vivere di “prestiti” sotto il continuo e costante ricatto dei Mercati. Uno Stato a moneta sovrana, attraverso la monetizzazione del debito presso la sua Banca Centrale, può finanziare il governo senza limiti di bilancio. Ci hanno convinto, erroneamente, che uno stato dotato di una propria valuta si finanzia con le tasse; è da qui che nasce l’obbligo da parte dei governi di imporre una tassazione generalmente oppressiva che taglia le gambe all’economia e prosciuga i risparmi. Le tasse hanno altre funzioni: impongono l’obbligo di utilizzo della valuta nazionale, sono un indispensabile regolatore dell’inflazione e permettono una più equa distribuzione della ricchezza, ma non servono a finanziare la spesa pubblica.
E’ importante sottolineare che le classi sociali più penalizzate da questo meccanismo perverso sono le classi lavoratici, quelle imprenditoriali e la classe media in genere, la cui ricchezza viene drenata, lentamente ma costantemente, dal settore finanziario, la categoria parassitaria per eccellenza. Questo processo sta alimentando una forbice sempre più ampia fra ricchi e poveri. Basti pensare che le disuguaglianze stanno aumentando in tutto il mondo: da una parte aumenta il numero di miliardari e il loro capitale, dall’altra, aumenta la povertà in tutti i Paesi, sia industrializzati che in via di sviluppo: “E’ la mano invisibile del Mercato, bellezza”. La capacità del mercato di autoregolarsi è la grande menzogna del liberismo, utilizzata solo ed esclusivamente nell’interesse dei grandi oligopoli.
Dove non c’è Stato non ci sono regole, dove non ci sono regole, non c’è democrazia; la globalizzazione si è costruita su queste premesse e diventa sempre più difficile concepire un cambiamento orientato al bene e all’interesse dei Popoli. Per tentare di scardinare questo meccanismo perverso dobbiamo assolutamente ridare potere e autonomia allo Stato Nazione; ogni organizzazione internazionale deve avere solo funzioni di controllo e di coordinamento per soluzioni condivise ma senza nessun potere decisionale sugli Stati. Per questo motivo devono necessariamente essere ridimensionate in quanto sono strutture finanziate in gran parte da privati i quali si garantiscono, con queste loro sovvenzioni, una prelazione sulle decisioni delle organizzazioni medesime. Un esempio su tutti è rappresentato dall’OMS, protagonista di una devastante politica pandemica, relativa al Covid, imposta dalle industrie farmaceutiche, i suoi maggiori finanziatori. Nonostante questa pessima esperienza, è di questi giorni la decisione dei vari Stati membri di cedere ogni potere decisionale all’OMS sui prossimi probabili eventi pandemici. Viene da chiedersi da che razza di irresponsabili criminali siamo governati.
In questo contesto, diventa necessario comprendere la funzione fondamentale dello Stato come soggetto politico espressione della volontà popolare e garante supremo dei suoi diritti. Per svolgere tale compito, lo Stato deve poter godere della massima autonomia e il primo presupposto per tale fine, è la sovranità monetaria, strumento indispensabile per attuare le scelte politiche non vincolate da influenze esterne, che siano gruppi finanziari, multinazionali o, come sopra enunciato, organizzazioni internazionali. L’importanza di poter disporre di tutte le risorse finanziarie necessarie per attivare il lavoro, tendendo alla piena occupazione, è vitale per l’economia e il benessere della nazione. Ricordiamo che la ricchezza di uno stato è creata con il lavoro e questo si può ottimizzare solo con l’intervento statale a complemento dell’iniziativa privata e delle imprese che la compongono.
L’autonomia della politica economica e monetaria è alla base della democrazia; purtroppo dobbiamo prendere atto che questa “libertà”, di fatto, oggi, non esiste più. Il liberismo ha avvelenato la globalizzazione e, per quanto ci riguarda, anche l’Unione Europea e in particolare l’Eurozona che ne rappresenta uno dei suoi più grandi successi. La sottomissione totale delle sue economie ai distruttivi diktat di finanza e multinazionali hanno tolto qualsiasi potere decisionale ai Popoli Europei che, non avendo più nessuna possibilità di intervenire attraverso il naturale processo democratico sulla governance politica, sono ridotti a vittime sacrificali di una semi occulta e strisciante dittatura, forse, proprio per questo, fra le peggiori a livello planetario.
Analizziamo ora le scelte più radicali di questa inqualificabile UE che ci ha sprofondato in una interminabile recessione: politiche guerrafondaie con l’imposizione autolesionista di sanzioni alla Russia fra i cui effetti più negativi rientra l’enorme aumento dei costi dei prodotti energetici, insostenibili politiche green che stanno demolendo il settore produttivo, la decisione di un inutile quanto pericoloso riarmo dei Paesi Europei (per importi superiori ai 1000 mld.) rappresentano scelte profondamente penalizzanti per l’economia dell’Eurozona, considerando che si devono attuare all’interno della solita “cornice” di austerità che non permette sforamenti di deficit di bilancio oltre il demenziale limite del 3%. Questo sottintende un inevitabile aumento della pressione fiscale e/o contrazione della spesa pubblica. Siamo alla follia pura. Gli errori e i danni incalcolabili causati da questa UE sono talmente tanti e gravi da far pensare non più solo a una colpevole incompetenza della classe politica, ma, più probabilmente, a un vero e proprio piano programmato di “distruzione di massa”.
In un contesto così drammatico, come può l’Italia contrastare questa incredibile deriva economica e politica? Possiamo confidare nella lungimiranza e fedeltà della nostra attuale classe politica? La risposta a questo ultimo quesito è no, poiché siamo stati venduti a un sistema di potere sovranazionale predatorio e apolide da tutte le nostre componenti politiche, complici consapevoli di questo disastro annunciato. La pietra tombale sulla possibilità di una qualsiasi ripresa, ad oggi, è costituito dall’inconsapevolezza di una popolazione completamente disinformata e manipolata da un sistema mediatico totalmente asservito ai poteri globalisti che ci impedisce di comprendere la reale portata di questa enorme crisi ormai diventata strutturale, una crisi economica, politica, geopolitica ma anche e soprattutto culturale. Tutto ciò è potuto accadere a causa della mancanza di governi disposti a battersi per i diritti e gli interessi dei propri Paesi, permettendo, negli ultimi trent’anni, che venissero privati di quegli strumenti essenziali per un’indipendenza e una reale sovranità nazionale, primo fra tutti la sovranità monetaria la cui totale cessione è avvenuta con l’adozione dell’Euro.
Come Italiani, non possiamo certo sperare in “salvatori” esterni che apparentemente possono sembrare in contrasto con l’attuale sistema globalizzato che ci opprime ma, che in realtà, rappresentano l’altra faccia della stessa medaglia; improvvisazione, arroganza, incompetenza e irresponsabilità sono le caratteristiche degli attuali leaders euro-atlantici. Con la loro azione politica stanno letteralmente polverizzando la credibilità e l’affidabilità dell’Occidente agli occhi del mondo.
A questo punto è indispensabile una nuova consapevolezza da parte del Popolo Italiano che gli permetta di acquisire gli elementi necessari di valutazione per fare una giusta e democratica pressione alla politica, una politica che torni a operare nell’interesse nazionale. E’ di questi giorni la dichiarazione di Papa Leone XIV dove sottolinea che: “Solo i Popoli informati possono fare scelte libere”.
I punti essenziali sono pochi ma significativi. I primi a dover essere affrontati sono quelli economici. Il governo deve poter aumentare le risorse finanziarie per la spesa pubblica e per il sostegno all’economia; nonostante i vincoli imposti dai Trattati, è possibile, con manovre fiscali adeguate e innovative, come ad esempio il SIRE, iniziare a fornire nuova liquidità al circuito economico. Il Bonus 110, seppur con una non perfetta pianificazione dei finanziamenti, ha costituito una reale manovra espansiva che ha incentivato il lavoro e aumentato il PIL. E’ assolutamente indispensabile ricreare un circuito di Banche Pubbliche per fornire il supporto necessario al settore del credito. Ricordiamo che le Banche Private hanno una funzione pro ciclica; in un’eventuale fase recessiva, nel momento di maggior bisogno, tendono a ridurre il credito amplificando lo stato negativo del ciclo economico. Le banche pubbliche, al contrario, sono le uniche che possono operare in modo anticiclico. Un altro fattore di primaria importanza delle Banche Pubbliche è quello di poter garantire l’acquisto dei Titoli di Stati emessi dal Ministero del Tesoro a tassi molto più bassi rispetto a quelli di mercato con un margine molto più ampio di operatività. Un ultimo passo importantissimo riguarda l’aggiornamento dei livelli salariali che sono fermi da trent’anni, un’anomalia da Tribunale di Norimberga. La stagnazione dei salari è il frutto avvelenato dell’Euro, un sistema monetario, di fatto, a cambio fisso che, non permettendo di operare sul mercato dei cambi, per compensare gli squilibri economici, costringe alla svalutazione dei salari.
Per quanto riguarda la politica e il fondamentale rapporto fra eletti ed elettori, dobbiamo richiedere a gran voce il ritorno alle preferenze; questo permetterebbe un controllo più diretto della classe politica e toglierebbe potere decisionale alle segreterie dei partiti, praticamente tutte cooptate e prone alla finanza internazionale. In questo modo, l’assegnazione delle loro poltrone dipenderebbe dal nostro voto; in pratica sarebbero costretti a tornare al nostro servizio.
Tutto questo deve rientrare in un programma che sia, comunque, propedeutico all’uscita dall’Euro, poichè quest’ultimo è stato concepito e strutturato in modo tale da costituire un sistema di potere e di controllo assoluto sui governi dei Paesi che ne fanno parte.
In ultimo, è importante sottolineare il ruolo dell’Italia in campo geopolitico. Siamo in un’area geografica, quella del Mediterraneo, di una straordinaria importanza strategica; questo ci può permettere di avere una moderata ma decisa voce in capitolo nei rapporti internazionali. Siamo in un contesto particolarmente infuocato dal conflitto in Ucraina, abbiamo i leaders di Regno Unito, Francia, Germania e Polonia che stanno perseguendo incredibili politiche guerrafondaie, pare in contrasto con la politica più dialogante di Trump; l’Italia dovrebbe sfruttare questo canale preferenziale di rapporti con il presidente USA per defilarsi dalle preoccupanti posizioni di questa pericolosissima UE che sta letteralmente distruggendo le economie dei Paesi Europei alimentando, con le sue politiche aggressive nei confronti della Russia, un gravissimo rischio di un possibile futuro conflitto. Sia sotto il profilo economico che geopolitico, le posizioni totalmente inqualificabili di questi Paesi rendono la permanenza nell’Unione Europea insostenibile. Il primo obiettivo da perseguire, una volta ritrovata la nostra autonomia, sarebbe la riapertura di un dialogo con la Russia per ricostruire nuove e più collaborative relazioni. Un buon rapporto sarebbe di vitale importanza per tutta l’Europa, sia sotto il profilo economico, per la quantità infinita di prodotti energetici e materie prime che ci potrebbe fornire a prezzi competitivi, sia per quanto riguarda la sicurezza e la stabilità nell’ambito delle relazioni internazionali. Anche sotto questo aspetto la UE si è mostrata in tutta la sua irragionevolezza definendo la Russia un pericolo che, dopo l’Ucraina, potrebbe proseguire con mire espansionistiche verso il resto dell’Europa. La Russia, un Paese di 17 Milioni di Kmq, con undici fusi orari, con 150 Milioni di abitanti e tutte le materie prime del mondo, che interesse e possibilità avrebbe di invadere Paesi che non hanno una materia prima ma 450 Milioni di abitanti…..da occupare e controllare? Basta questo per capire l’incredibile follia e l’ipocrisia di una classe dirigente europea da manicomio; se non fosse tragico, questo contesto geopolitico, sarebbe da considerare grottesco.
Nel nostro Paese dobbiamo superare lo stereotipo obsoleto di destra e sinistra che ci conduce, in tante occasioni, a un tifo acritico e divisivo. Un quadro globale così complesso e drammatico impone al Popolo Italiano una maggiore lucidità, consapevolezza, unità e spirito di partecipazione per poter incidere direttamente sulla nostra politica. Ricordiamoci che non abbiamo santi in paradiso e nessuno ci verrà a salvare, solo noi lo potremo fare.
Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte org
Fonte: comedonchisciotte.org


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