La Dr. Barbara Balanzoni tradita dal programma di Rete 4 “Dritto e rovescio”


A "Dritto e rovescio", in onda solo 50 secondi dell'intervista di 2 ore a Balanzoni, lei bollata come "guru dei no vax": sarà querela?


La Dr. Barbara Balanzoni, medico anestesista rianimatore e giurista, ha dichiarato di volere querelare il programma TV “Dritto e rovescio” (Rete 4). Il motivo è il trattamento da lei subìto durante la prima puntata della quarta edizione, andata in onda ieri sera 9 settembre a partire dalle ore 21:20.

Lo scorso 7 settembre, la dottoressa aveva rilasciato un’intervista a Sara Scorpati, giornalista della redazione di “Dritto e rovescio”. “Due ore di intervista, che poi sono due ore e mezza perché, fra una roba e l’altra…”. Balanzoni, che ha un ampio seguito sui social ed è nota per le sue posizioni molto critiche sui vaccini anti-Covid, il Green Pass e, in generale, sulla gestione della pandemia da parte delle istituzioni, lo aveva annunciato dal suo canale YouTube in questo video girato a caldo:

Reazioni, tradimento e diffida

Non sono mancate reazioni negative per questa concessione al mainstream: “ti sei venduta al Sistema”, “stai per essere suicidata” sono arrivati a commentare alcuni follower delusi. Anche in alcuni gruppi Facebook frequentati da medici sono circolate critiche e un certa “fibrillazione” per l’intervista annunciata.

In un suo video di replica a queste obiezioni e in altri interventi, l’interessata aveva precisato che le cose dette alla Scorpati erano le stesse che lei solitamente pubblica sui social e che, anche volendo, non avrebbero potuto cambiare le sue parole registrate in un video (ma purtroppo si sbagliava, come vedremo). Aggiungendo che, piuttosto, si dovrebbe apprezzare che, per una volta, in TV non siano solo le solite virustar ad essere interpellate sulle questioni della pandemia.

La sera della messa in onda della trasmissione condotta da Paolo Del Debbio, il contributo della Dr. Balanzoni viene trasmesso verso la fine della puntata, dopo la mezzanotte: è un montaggio di pochi frammenti, per una durata complessiva di appena 50 secondi, estrapolati dalle due ore dell’intervista completa:

Nel servizio, la dottoressa viene inclusa tra i “guru ” e i “cattivi maestri” dei no vax. Proprio lei, che ha sempre rifiutato con forza l’etichetta di no vax e che, in un suo video, dichiarò che avrebbe querelato chi l’avesse definita tale. E non è tutto. Complice un montaggio realizzato ad arte, con malizia e in evidente cattiva fede, si cerca di far passare il messaggio che Balanzoni, con le sue affermazioni, mette a rischio la vita di coloro che, dandole credito, rifiutano di vaccinarsi. Infine, si rifila al pubblico televisivo l’aggravante del non pentimento della “guru” per questo suo comportamento.

Da stamattina, dopo aver assistito a un tale scempio della sua immagine, la dottoressa ha iniziato a commentare l’accaduto postando su Twitter con toni comprensibilmente caustici:

A metà giornata, arriva la dichiarazione di volere querelare “Dritto e rovescio”:

Infine, il video con la diffida:

Eventuali ulteriori sviluppi della vicenda verranno pubblicati come aggiornamenti in questa stessa pagina. Per ricevere gli avvisi via email, basta iscriversi alla newsletter.

Conclusione

Quattro giorni prima di filmare l’intervista a Balanzoni, gli stessi giornalai dici avevano provato anche con Massimo Mazzucco (uno dei “guru” “cattivi maestri” citati nello stesso servizio), probabilmente dopo essere venuti a conoscenza della sua lettera aperta ai giornalisti. Però Mazzucco che, avendo più esperienza nel campo, sa bene come funzionano queste cose e come sia relativamente facile, per chi conosce il mestiere, manipolare unfino a stravolgerne il significato, non ha abboccato all’amo.

Per chi, come me, segue Mazzucco da anni, non è certo una novità il potere dei media, e in primis della TV, di distorcere la realtà. Ecco perché, quando ho saputo che l’altra mia divulgatrice di riferimento sulle questioni pandemiche aveva invece accettato di concedersi al “nemico”, ho capito immediatamente il pericolo a cui si stava esponendo.

Sfortunatamente, Barbara non è stata dello stesso avviso. A quanto pare, nonostante fosse già rimasta scottata da esperienze simili con la carta stampata, nei confronti del mainstream televisivo ha invece conservato una certa ingenuità. Fino a oggi, ovviamente.

Mi dispiace per il tempo che ha perso sottraendolo alle sue ferie e per l’ennesima delusione. Le auguro di trovare soddisfazione in un’aula di tribunale. Invece, la sua offerta di “un ramoscello di ulivo” agli sgherri di Rete 4, sono certo che non otterrà alcun risultato: non ci sarà, da parte loro, nessuna rettifica, nessuna trasmissione riparatoria, né tanto meno delle scuse pubbliche.

In ogni caso, resterà l’amarezza per un danno d’immagine che non si può cancellare e per l’ennesima occasione mancata dal giornalismo italico di portare al grande pubblico un pezzo di informazione sincera e disinteressata da una fonte competente.


Autore: Andrea Barbagallo

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