Selvaggia Lucarelli e il caso NaturaSì, anche le iene mangiano biologico


Una lezione su buonsenso, etica e virologia da Selvaggia Lucarelli, giornalista e aspirante.


Selvaggia Lucarelli scrive su Instagram:

Lo avrete letto, il presidente di NaturaSì Fabio Brescacin ha deciso che pagherà i tamponi ai dipendenti che non si vaccineranno. Ha detto: “Siamo in un’epoca in cui ogni persona ha la possibilità ed il dovere di decidere della propria vita e della propria responsabilità nei confronti di se stesso, della natura e della comunità umana. Abbiamo deciso, nel rispetto della libertà di ognuno, e per evitare discriminazioni nell’ambito del lavoro, di permettere a tutti di svolgere regolarmente i propri compiti in azienda”.

Dunque. Io ho NaturaSì a 100 metri da casa. Ci vado, ogni tanto, mi interessa il biologico.

Come Burioni, non andrò più da NaturaSì. Non voglio boicottare nessuno, tra l’altro è un’azienda che gode di buona salute e le auguro lunga vita, ma non ho più voglia di spendere lì.

E non solo perchè la posizione del presidente è priva di buonsenso, ma perchè è paracula. E questo mi dà ancora più fastidio.

Brescacin sa bene che un pezzo di clientela di NaturaSì ha anche posizioni vicine alla medicina naturale e ad altre discipline/filosofie/convinzioni legittime ma che sfociano, talvolta, nell’integralismo. Quell’integralismo che è la radice di molte teorie no-vax.

Come certi politici di destra, Brescacin non pensa alla libertà dei suoi dipendenti, ma a farsi uno spot.

Soprattutto, non pensa alla salute dei suoi dipendenti, che dovrebbe incentivare, invogliare a vaccinarsi. Che potrebbero essere infettati dai clienti. E non pensa neppure ai clienti, perchè un cassiere positivo, magari risultato due giorni prima negativo al tampone, può essere molto contagioso. Molto più di un cassiere vaccinato.

Mi dispiace non entrare mai più da Naturasì, ma questo è un momento della storia in cui ognuno deve fare la sua parte. La parte di un imprenditore con migliaia di dipendenti e milioni di clienti l’anno è una parte ampia, importante, decisiva. Troppo importante perchè si possa far finta di niente.

Il cibo biologico suggerisce il dovere di chiederci da dove arriva quello che mettiamo nel piatto. Ecco, io non metterò nel piatto quello che arriva da un’azienda che vende salute sugli scaffali e poi non difende quella dei lavoratori e dei clienti.

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