Fine spiegato semplice.
Ecco un estratto sulla situazione in Cisgiordania. In questa puntata visibile per intero ai nostri abbonati, gli insediamenti in Cisgiordania, il piano per espellere non solo i gazawi, ma tutti i palestinesi e annettere parte del Libano.
L’analisi di Samir Al Qaryouti il giornalista palestinese che da circa 45 anni lavora a Roma per conto delle maggiori testate arabe ed è considerato uno dei maggiori esperti di questioni arabe, medio-orientali ed islamiche, oltre ad essere opinionista per Al Jazeera, BBCtv, DubaiTv, Abu DhabiTV, e altre emittenti del Medio Oriente.
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Trascrizione del video
Nessuno riesce a fermare la guerra contro il popolo palestinese nella striscia di Gaza. Nessuno riesce a fermare la politica di Netanyahu insieme al suo governo estremista che ha cominciato da un po’ di giorni ad usare l’arma della fame per continuare ad assediare il popolo palestinese e soprattutto le abitanti di Gaza. E proseguire anche a cancellare, o né segno di vita né prova, gli attacchi contro i siti archeologici di Gaza che quasi sono distrutti completamente, contro la storia e i luoghi di memoria. Questa è la situazione. Le notizie continuano a provenire non soltanto da Gaza, non soltanto da Libano, ma soprattutto e in modo particolare anche dalla Cisgiordania. La situazione in Cisgiordania ci fa assistere a una situazione economica spaventosa. La povertà è dappertutto. Il fallimento dell’economia locale non soltanto dopo il 7 ottobre, ma anche prima. E la continuazione dei insediamenti è una realtà. È una realtà perché la Cisgiordania, per gli estremisti del governo israeliano, costituisce un obiettivo. Un obiettivo da conquistare, un obiettivo da realizzare, cioè avere tutto il territorio. Lì né è prova che l’esercito israeliano, insieme ai coloni, insieme ai seguaci di Ben Gfir e di Smorovic, il ministro delle finanze israeliano, che vogliono Ehuda e Samaria, così chiamano la Cisgiordania, ci sono adesso 740 posti di blocco che strabbano e sbezzettano tutta la Cisgiordania e le vie di comunicazione. Un altro fatto, il numero degli arrestati dal 7 ottobre in Cisgiordania da sola, cioè Ramallah, Nablus, Jenin, eccetera, eccetera, è arrivato a 7.335 palestinesi arrestati. Te li aggiungiamo ai 6.000 detenuti politici in Israele con danni anche all’ergastolo a decine di anni di carcere, il numero dei detenuti palestinesi dopo il 7 ottobre nelle carcere israeliane è arrivato così a 13.500 circa. Tutto questo avrà dei suoi riflessi sulla presunta o trattativa che sta in corso una volta al Cairo, una volta in Qatar, una volta anche a Parigi dopo i due giri di negoziato di Parigi, Parigi 1, Parigi 2, per arrivare a un cessato del fuoco e anche a una tregua contemporanea. Questi riflessi si possono vedere forse nei prossimi giorni, prima dell’inizio del Ramadan, se hanno avuto una conseguenza positiva o negativa su queste trattative che sono negoziate, non solo per la liberazione degli ostaggi, ma anche per la liberazione dei detenuti politici palestinesi.


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