[VIDEO] Focus Medioriente | Dopo Gaza, la Cisgiordania | Samir Al Qaryouti

Spiegato semplice

C’è una situazione molto difficile in un posto chiamato Cisgiordania, dove le persone che vivono lì, i palestinesi, stanno avendo molti problemi. Il governo di Israele, guidato da una persona di nome Netanyahu, sta facendo delle cose che rendono la vita difficile ai palestinesi, come non lasciarli avere abbastanza cibo e rovinare posti molto vecchi e importanti per loro. In Cisgiordania, molte persone non hanno soldi e la situazione non va bene. Il governo di Israele vuole controllare tutta la terra lì e sta costruendo molte barriere che rendono difficile per le persone muoversi. Hanno anche arrestato un sacco di palestinesi. Tutti questi problemi stanno rendendo difficile trovare una soluzione pacifica, ma ci sono persone che stanno cercando di parlare e trovare un accordo, specialmente prima che inizi un periodo importante per i palestinesi chiamato Ramadan.

Fine spiegato semplice.

Ecco un estratto sulla situazione in Cisgiordania. In questa puntata visibile per intero ai nostri abbonati, gli insediamenti in Cisgiordania, il piano per espellere non solo i gazawi, ma tutti i palestinesi e annettere parte del Libano.
L’analisi di Samir Al Qaryouti il giornalista palestinese che da circa 45 anni lavora a Roma per conto delle maggiori testate arabe ed è considerato uno dei maggiori esperti di questioni arabe, medio-orientali ed islamiche, oltre ad essere opinionista per Al Jazeera, BBCtv, DubaiTv, Abu DhabiTV, e altre emittenti del Medio Oriente.

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Trascrizione del video

Nessuno riesce a fermare la guerra contro il popolo palestinese nella striscia di Gaza. Nessuno riesce a fermare la politica di Netanyahu insieme al suo governo estremista che ha cominciato da un po’ di giorni ad usare l’arma della fame per continuare ad assediare il popolo palestinese e soprattutto le abitanti di Gaza. E proseguire anche a cancellare, o né segno di vita né prova, gli attacchi contro i siti archeologici di Gaza che quasi sono distrutti completamente, contro la storia e i luoghi di memoria. Questa è la situazione. Le notizie continuano a provenire non soltanto da Gaza, non soltanto da Libano, ma soprattutto e in modo particolare anche dalla Cisgiordania. La situazione in Cisgiordania ci fa assistere a una situazione economica spaventosa. La povertà è dappertutto. Il fallimento dell’economia locale non soltanto dopo il 7 ottobre, ma anche prima. E la continuazione dei insediamenti è una realtà. È una realtà perché la Cisgiordania, per gli estremisti del governo israeliano, costituisce un obiettivo. Un obiettivo da conquistare, un obiettivo da realizzare, cioè avere tutto il territorio. Lì né è prova che l’esercito israeliano, insieme ai coloni, insieme ai seguaci di Ben Gfir e di Smorovic, il ministro delle finanze israeliano, che vogliono Ehuda e Samaria, così chiamano la Cisgiordania, ci sono adesso 740 posti di blocco che strabbano e sbezzettano tutta la Cisgiordania e le vie di comunicazione. Un altro fatto, il numero degli arrestati dal 7 ottobre in Cisgiordania da sola, cioè Ramallah, Nablus, Jenin, eccetera, eccetera, è arrivato a 7.335 palestinesi arrestati. Te li aggiungiamo ai 6.000 detenuti politici in Israele con danni anche all’ergastolo a decine di anni di carcere, il numero dei detenuti palestinesi dopo il 7 ottobre nelle carcere israeliane è arrivato così a 13.500 circa. Tutto questo avrà dei suoi riflessi sulla presunta o trattativa che sta in corso una volta al Cairo, una volta in Qatar, una volta anche a Parigi dopo i due giri di negoziato di Parigi, Parigi 1, Parigi 2, per arrivare a un cessato del fuoco e anche a una tregua contemporanea. Questi riflessi si possono vedere forse nei prossimi giorni, prima dell’inizio del Ramadan, se hanno avuto una conseguenza positiva o negativa su queste trattative che sono negoziate, non solo per la liberazione degli ostaggi, ma anche per la liberazione dei detenuti politici palestinesi.

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