Il Prof. Mario Gregori sulla sospensione dei colleghi: “un diritto perso lo è per sempre”


...il green pass, lo strumento per “ritrovarsi tra persone sicure”, si è rivelato un fallimento esemplare nel prevenire i contagi


Sono un collega delle persone sospese dal lavoro dall’Universita’ di Udine per non “aver adempiuto all’obbligo vaccinale”, come preannunciato qualche giorno fa dai quotidiani locali: in prima pagina e con titolo a sette colonne. Come loro ho scelto di non sottopormi all’obbligo vaccinale. C’è chi, tra i sospesi ed i non, lo ha fatto per fondate paure per la salute, dato il proprio stato sanitario; c’è chi, visti l’eta’ e la condizione fisica, ha considerato un rapporto tra benefici e rischi del “vaccino” sfavorevole; c’è chi, indeciso, ha reagito con un rifiuto all’imposizione di forza.

[…]

Si coglie in simili atteggiamenti, comuni a decine di milioni di italiani, una sorta di morte dell’umanità nelle persone. O almeno di quella parte della stessa che rende piacevoli, o, ameno, sopportabili le relazioni interpersonali: la capacità di ragionare e di discutere, l’empatia che genera dispiacere personale nel vedere le sofferenze altrui. Sono scomparse per lasciare spazio solo ad un’isterica rabbia, in cui si scaricano le paure, i dubbi e le tensioni accumulate in due anni di bombardamenti di informazione ansiogena e falsa.

[…]

I miei colleghi sospesi hanno deciso di dire no a tutto ciò. E come loro, almeno un altro milione di connazionali. Lo hanno fatto convinti che quando lo Stato impone una legge ingiusta, laè un diritto ed un dovere dei cittadini, come Aldo Moro volle fosse scritto nelle minute della Costituzione.

Grazie a tutti loro per tale disobbedienza civile, che difende la libertà e la dignità di ognuno.

Prof. Mario Gregori


Leggi l’articolo completo su “Il Giornale di Udine”

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